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Presentati i nuovi acquisti, ma Živec non c'è. Lucchesi: "Quasi tutti volevano lasciare Latina"

Presentati Buonaiuto, De Giorgio e Negro, ma salta il trasferimento di Zivec. Lucchesi: "La società polacca ha sbagliato una procedura", e sulla travagliata finestra di mercato rivela: "Quasi tutti volevano lasciare Latina".

Meno due giorni al derby contro il Frosinone e il Latina Calcio presenta i suoi nuovi acquisti. Nella conferenza di presentazione presso la sala stampa del Francioni presenti le new entry Buonaiuto, De Giorgio e Negro. Assente Saša Živec: la società polacca Piast Gliwice sbaglia una procedura e il trasferimento salta.

LE PAROLE DEI NUOVI ACQUISTI - Ad aprire le danze nella lunga conferenza stampa di presentazione è il veterano Pietro De Giorgio: "Mi è capitata una situazione particolare e inaspettata, mi sono trovato fuori lista. Dopo tanti anni di carriera non ho subito infortuni di nessun tipo, mi sento un ragazzino e ho voglia di giocare. Latina era la situazione ideale per rimettermi in gioco. Ci sono dei piccoli problemi societari, è una squadra molto giovane e avrò il ruolo che avevo a Crotone”. E sull'imminente derby contro il Frosinone De Giorgi dichiara: "So che è la partita dell’anno, è un derby molto importante e sentito dalla città. Siamo coscienti che vincerlo renderebbe felice la città e l’ambiente. Ci auguriamo di riuscirci". Il nuovo acquisto del Latina ha già avuto l'opportunità di parlare con mister Vivarini: "Abbiamo parlato ieri un po’, per quello che ho capito è lo stesso tipo di gioco che facevamo a Crotone con Juric. Gli piace fare calcio e avere il pallino del gioco, con pressing offensivo in avanti. È un modo di giocare che mi piace tantissimo”.

Dopo De Giorgio è il turno del terracinese Cristian Buonaiuto. Il nuovo attaccante del Latina conosce bene Vincenzo Vivarini: "Sì, l’ho avuto già in due stagioni e so già cosa chiede, anche se ha cambiato modulo. Preferisce avere il pallino del gioco in mano e un pressing offensivo. Sono caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto". Immancabile, anche per lui, la domanda sul derby: "Sono di Terracina e so quanto sia sentito il derby. So cosa vorrebbe la città, spero di vincerlo già sabato". Come dichiarato dal dt Lucchesi, in molti hanno rifiutato Latina: "Io avevo le idee chiare e volevo trovare più continuità. Ho cercato subito di concludere questa operazione per venire qui a Latina".

Chiude il giro di presentazioni Antonio Negro, giovane 18enne arrivato in prestito dal Napoli: "Sono una prima punta a cui piace giocare. Mi so adattare a qualsiasi ruolo e mi adeguo a qualsiasi decisione del mister. Sono venuto qui per giocarmela con tutti con la massima tranquillità, questa città merita tanto: fin quando resterò darò il massimo per questa maglia".

LUCCHESI: "QUASI TUTTE VOLEVANO ANDARE VIA" - Alla presentazione dei nuovi acquisti era presente anche il nuovo dt Fabrizio Lucchesi. Interessanti le dichiarazioni rilasciate, parole che chiariscono i dubbi sorti nelle menti dei tifosi nerazzurri: "Le difficoltà che ci sono sul Latina sono tante. Di noi parlan male tutti, ci portiamo dietro tante criticità legate al passato. Sono difficoltà nei confronti dei procuratori, dei giocatori e della società stessa. Conciliare la disponibilità di nuovi giocatori con la necessità di toglierli, nella ricerca di un equilibrio finanziario, è stato un leitmotiv che ci ha accompagnato negli ultimi dieci giorni. I giocatori che sono arrivati sono tutti a titolo temporaneo, perché l’idea era quella di arrivare a giugno e avere la facoltà di poter decidere chi rimane a giocare a Latina e chi no. Nel calcio di oggi, rispetto a dieci anni fa, una delle grandi ricchezze di una società è quella di avere rose snelle e corte, potendo essere dinamiche sul mercato. Questo può succedere soltanto se non si hanno, ad inizio stagione, giocatori che non sono funzionali al progetto. Questo è un problema che avevamo, che abbiamo e che avremo. È arrivato un giovane (Negro), uno di età media e conosciuto dall’allenatore (Buonaiuto) e uno esperto (De Giorgio). Non si sta parlando di operazioni programmate, ma di funzionalità. A giugno avremo la possibilità di decidere il nostro futuro: meno legami sportivi ci sono e meglio è. Abbiamo dismesso complessivamente 12 tesserati, di cui uno – Brosco -, solo sulla carta perché rimane a giocare con noi e non ha impatto sportivo immediata. Alla vigilia di questa campagna, ambiziosamente, avevamo pensato di cercare di mantenere tutti i giocatori rilevanti. Se prendete la formazione col Verona, ne sono rimasti dieci. Se guardate le presenze attive e che hanno lasciato una traccia negli ultimi sei mesi, ne sono rimasti tutti tranne uno. Durante questo mercato c’è stata la richiesta da parte di quasi  tutti i giocatori del Latina di andar via. Noi ci eravamo posti l’idea, ambiziosa, di mantenere la barra dritta e tenere tutti, dando via solo quelli non strettamente funzionali e che potessero dare un beneficio economico. Ci siamo riusciti fino alle 22.20 del 31 gennaio, perché Acosty – croce e delizia -, è stata un’operazione molto importante, Amadio non ha lasciato grandi tracce, Boakye è un’operazione drammatica perché in B non si possono spendere due milioni per un cartellino e darne uno a stagione a un giocatore, non se lo può permettere neppure l’Atalanta. L’operazione Boakye, nel suo insieme, fa più fatturato del fatturato complessivo del Latina. Noi ce lo troviamo a carico, darlo via non è stato facile. Criscuolo non mi pare abbia lasciato grandi segni, D’Urso – seppure sia un giocatore interessante – col modulo che noi adottiamo -, non mi sembra funzionale. Gilberto è un  giocatore che cresce, ma un brasiliano che vuole scappare a casa sua e di fronte a una situazione simile non c’è Cristo che tenga. Moretti non è stato fortunato, Paponi ha giocato molto e di gol ne ha fatti pochi e quello sarebbe il suo mestiere. Scaglia merita un discorso a parte. Sostanzialmente avevamo dato la possibilità all’azienda di dare un equilibrio finanziario importante. Boakye 18 mesi fuori fa risparmiare un milione e 100. Il problema è che non potevamo fare operazioni importanti in entrata prima di farne in uscita, quindi non avendo dismissioni funzionali dei titolari eravamo in equilibrio. Alle 22.20 si è materializzata un’azione in cantiere, nella testa del giocatore, da una settimana. Scaglia aveva chiesto con grande insistenza di andare via e aveva ricevuto la stessa risposta dei suoi compagni. Nel corso delle settimane la sua pressione è cresciuta, a pari merito con quella del Parma che lo voleva a tutti i costi. Noi abbiamo detto che non lo avremmo dato, ma come succede nella vita e nelle aziende serie, nulla è impossibile. Se la Juventus ha venduto Zidane e il Milan Ibrahimovic, anche il Latina può cedere Scaglia. Ma alle nostre condizioni. Così ho detto al Parma: “O ci date mezzo milione o non va via”. È una cifra straordinariamente fuori mercato, ma è una cosa che mi era successa anche ai tempi della Fiorentina. Scaglia minacciava di non venire più e di mandare certificati medici, ma il Parma ha capito che non avremmo mollato. Il Parma si è presentato, la cifra si aggira intorno ai 600.000 euro e dal mio punto di vista è quasi immorale. In quel momento non eravamo pronti alla sostituzione, ci siamo subito attivati per un ulteriore soluzione. Per qualche minuto non siamo riusciti a chiudere per un giocatore che ho visto ieri sera alla televisione contro la Roma, che è Rodriguez del Cesena. Purtroppo non c’erano i tempi, a quel punto abbiamo rimesso insieme i cocci e oggi dobbiamo parlare con l’allenatore per una situazione che ha scosso tutti noi. Il nostro lavoro è quello di ricompattare la squadra, nel giro di qualche giorno arriverà un giocatore nuovo e che come caratteristiche è una prima punta, reparto nel cui c’è bisogno di un’alternativa".

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