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Pronto e in crescita: intervista a Jonathan Arledge

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Durante l'ultima giornata di campionato, Jonathan Arledge ha messo su quella che è stata in tutta probabilità la sua miglior prestazione quest'anno, come attestato, almeno in parte, dalle sue cifre: 26 punti, 13 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e 2 stoppate in quasi 35 minuti di utilizzo. Un passo alla volta, l'ala americana sembra essersi messa completamente alle spalle i problemi e le frustrazioni delle prime partite, mostrando adesso i lati migliori del suo gioco. La squadra non può che trarne giovamento, specialmente ora che, per un periodo di tempo ancora da determinare, dovrà fare a meno di un pezzo importante come Roberto Rullo. Siamo andati a intervistare Jon al termine dell'allenamento di giovedì pomeriggio, una delle ultime sessioni prima della sfida - che si annuncia molto impegnativa - con la Fortitudo Agrigento, in programma al PalaBianchini questa domenica alle ore 18:00.

Raccontaci un po' dell'ultima partita, quella con Scafati. Secondo me, è stata la tua migliore quest’anno, non solo in termini di statistiche accumulate ma perché eri ovunque, sempre.

È stata una bella giornata per la squadra: abbiamo giocato bene, uniti e abbiamo protetto il campo di casa, cosa che vogliamo continuare a fare fino alla fine della stagione. Siamo in un bel momento. Tutti gli sforzi fatti rispetto alle difficoltà d'inizio stagione stanno ripagando. Lo si può vedere in campo: tutti vanno d’accordo, sanno qual è il loro compito e giocano in difesa ad alto livello.

A proposito di difficoltà: ora stai giocando molto bene, sembri più concentrato e aggressivo, ma all'inizio hai avuto diversi problemi: cos'è cambiato per te in questi mesi?

All'inizio mi sono lasciato innervosire dal metro arbitrale, il che mi faceva andare fuori giri, con problemi di falli che arrivavano velocemente nella prima metà di partita e che mi impedivano di dare il mio contributo. Mi sono adattato e ora sono tornato a esprimere il mio gioco, con sicurezza, senza preoccuparmi degli arbitri.

Quest’estate, quando avevi firmato per la Latina Basket, ero andato subito a cercare informazioni su di te e, guardando un paio di scouting video, ho avuto l’impressione che tu avessi perso peso tra il tuo ultimo anno in NCAA con Old Dominion e il primo in Europa. È così?

Sì. In Svizzera ho perso molto peso anche se ne ho recuperato un po' durante quest'estate. Al college tutto è organizzato nel modo giusto per restare in forma nel corso della stagione, dall'alimentazione corretta al fare pesi ogni giorno. È diverso. Al Boncourt questo non c’era. Sono arrivato lì che pesavo intorno ai 105 chili e me ne sono andato pesandone 95. Sudo parecchio, è un problema per me [dice ridendo, NdR].

Nello stesso lasso di tempo, le tue percentuali nel tiro da tre sono cresciute moltissimo. Visto che i cambiamenti nel fisico possono influire sul tiro, pensi che l’aver perso peso possa averti aiutato in questo senso?

No, è stato semplicemente il giocare in un ruolo diverso rispetto al college. Le mie abilità sono sempre state le stesse ma qui mi vengono chieste cose diverse. Da quando sono un professionista, ho avuto modo di mostrare di più le mie qualità e sento di poter fare di più.

In campo sai fare un po' di tutto ma c'è un aspetto in cui vorresti migliorare in particolare?

Sì, voglio migliorare in difesa, non solo nell'uno-contro-uno ma anche nei meccanismi di squadra. Credo che si possa sempre migliorare in difesa.

Fuori dal campo, tu partecipi, insieme a Keron DeShields, a un progetto della Latina Basket nelle scuole, Jump In English: quali impressioni hai avuto da questa esperienza?

Quando me ne hanno parlato la prima volta ero entusiasta di farne parte. È stupendo poter stare coi bambini di Latina, parlare con loro in inglese e anche in italiano, avere l’opportunità di ridere, scherzare e raccontare qualcosa su di me. A loro non capita tutti i giorni di vedere qualcuno come me che viene nella loro città.

Questo è il tuo secondo anno in Europa: come ti trovi qui in Italia?

Amo l’Italia, la cucina italiana è la mia preferita.

A questo proposito, so che hai una grande passione per il cibo...

Sì, amo il cibo. Un giorno mi piacerebbe frequentare una scuola di cucina e aprire un ristorante. Adoro cucinare.

Qual è il tuo piatto preferito, anche al di là della cucina italiana?

Macaroni and cheese fatti in casa, ma anche il pesce, che è molto diverso negli Stati Uniti rispetto a qui. È un bene provare tanti piatti diversi: prima di venire qui non sapevo come fosse una carbonara, in America quando te la fanno è una specie di crema. 

Per chiudere, torniamo al basket. La prossima partita è con Agrigento: cosa pensi di questo avversario?

È una buona squadra, molto dinamica, aggressiva e con diverse armi. Dobbiamo fare del nostro meglio contro di loro. Li abbiamo già affrontati a inizio stagione: penso che preparammo bene la partita ma poi facemmo alcuni errori nell'ultimo quarto che ci fecero male. Questa volta, se tutto va bene, elimineremo quegli errori e giocheremo una gran partita.

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