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Latina Basket al rush finale: è ora di ritrovare la rotta

foto: Sonia Simoneschi foto: Sonia Simoneschi

Tre sconfitte di seguito: mai successo prima a questa Latina Basket, nemmeno durante il primo mese di stagione, quello che aveva registrato una sola vittoria a fronte di ben quattro sconfitte. Era ottobre e la squadra doveva ancora trovarsi, consolidare equilibri e schemi. Era ottobre ma adesso sembra quasi una vita fa perché, nel frattempo, la Benacquista è diventata una squadra gagliarda, capace di scalare la classifica giornata dopo giornata, costringendo tutti a cambiare le etichette da affibbiarle – da candidata ai playout a mina vagante fino a solida realtà di medio-alta classifica.

Fino a tre giornate fa, tutto sembrava procedere secondo un ritmo solido e confortante in ottica playoff: la sconfitta interna con Agropoli e quelle esterne con Legnano e Reggio Calabria hanno però gettato un'ombra d'incertezza sulla lotta per la post season. La Benacquista è ora sesta in classifica a quota 28 punti, la segue Treviglio con lo stesso bilancio vinte/perse e poi un mucchio selvaggio di squadre a quota 26 – Eurobasket Roma, Trapani, Siena, Rieti e Casale Monferrato. Mancano tre incontri alla fine della stagione regolare, la situazione è tremendamente intricata e può bastare un solo passo falso per perdere il treno playoff. Occorre resettare ma, per farlo, prima c'è da capire che cosa si sia rotto negli ultimi tempi.

Mancava Rullo: e allora?

Tormentato da una condizione fisica praticamente mai al top, Roberto Rullo ha giocato un solo match negli ultimi due mesi e mezzo, quello con Agropoli: 14 punti (5/9 dal campo, 3/3 ai liberi) e 4 assist in 23 minuti ma purtroppo anche la persa a fine overtime – da una iso play – che ha fatto svanire l'ultima vera speranza di rimonta dei nerazzurri. Nuovamente indisponibile per le ultime due gare, la sua assenza non può però essere un indizio valido per spiegare quelle sconfitte. Per volume di tiri e percentuali è la maggior risorsa perimetrale della squadra insieme a Pastore e contribuisce alla manovra con 3.4 assist di media: eppure in sua assenza la Latina Basket aveva collezionato ben 5 successi in 7 partite fra gennaio e febbraio. In questa squadra, chi è dentro e chi è fuori conta fino a un certo punto e in maniera più limitata di quanto non avvenga altrove (un altro esempio? Mitchell Poletti è uno dei migliori lunghi dell'A2 eppure i pontini hanno strappato una vittoria in rimonta sul campo di Trapani senza poter contare su di lui). Non è retorica ma un dato di fatto: la Benacquista ripone la propria forza nel collettivo ed è nel comportamento della squadra nel suo insieme che sta la cifra del risultato finale.

Tre storie diverse, un elemento ricorrente

Agropoli, Legnano, Reggio Calabria: tre avversari di valore diverso (campani e calabresi in fondo alla classifica, lombardi in alto e capaci d'esprimere un basket fra i migliori dell'intera A2) e con caratteristiche diverse che impediscono di trovare un vero e proprio leitmotiv fra i tre incontri. Al di là di temi tattici o statistiche, al di là di diverse prove individuali sotto gli standard abituali, l'unico dato ricorrente che ci sembra di trovare è uno che appartiene a una sfera altra rispetto a quella prettamente tecnica e che non si può davvero tradurre in cifre: la testa e le varie fonti di stress che possono mandarla in tilt. Perdonate la vaghezza di un assunto del genere ma davvero non si può far a meno di pensarlo dopo aver osservato ogni partita dei nerazzurri. Le due sanguinose palle perse nel finale d'ultimo quarto con Agropoli, le due scaramucce del secondo quarto con Reggio Calabria, l'antisportivo nel terzo della stessa partita: episodi che hanno protagonisti diversi ma che sembrano tante spie rivelatrici delle difficoltà attuali nel tenere i nervi saldi davanti alle difficoltà, che si tratti di mettere un freno a un parziale subito in maniera inaspettata (Agropoli), mantenere lucidità e limitare gli errori anche quando il fiato è corto (Legnano) o farlo quando si percepisce avversità nel metro arbitrale (Reggio Calabria).

Alla fine dell'ultimo match, coach Gramenzi ha detto che i suoi hanno combattuto fino in fondo. Lo stesso, aggiungiamo noi, lo si potrebbe dire riguardo alla partita precedente e – perché no? – all'overtime con Agropoli. Forse in questi ultimi due casi ancor più che nel primo. Insomma, un po' come dire: il cuore è dalla parte giusta ma è la testa a mettersi in mezzo.

Sarà la giovane età di diversi elementi, sarà l'aver buttato via una vittoria in casa contro l'ultima in classifica che nella mente spinge il bottone dell'insicurezza, sarà il caso o piuttosto un qualche ineluttabile, inafferrabile allineamento degli astri (chiamiamolo così) che con un niente può creare momenti magici o bui nella vita d'una squadra durante una stagione. Sta di fatto che la Latina Basket ha lavorato duramente per essere ora lì, dove pochi o nessuno la pronosticava sei mesi fa, e sarebbe un gran peccato non riuscire ad andare fino in fondo. Sta di fatto che mancano solo tre partite e mai come adesso è il momento di dare una sterzata decisa. Invertire la tendenza. Riallineare gli astri.

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