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Luigi Serecchia

Luigi Serecchia

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Risorgono i soliti problemi difensivi: basterà il derby ciociaro a scacciarli?

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LA CORNICE DEL PALABIANCHINI ALLONTANA LA VIRTUS - Sono passate due settimane, ma il ricordo del derby vinto al supplementare contro la Virtus Roma, dopo un lungo inseguimento e sorpasso nel canestro finale, è una delle perle di questa stagione della Benacquista. Il pubblico presente in grande affluenza ha spinto la squadra a non arrendersi mai e ad inseguire fino all'inaspettato supplementare prima e clamorosa vittoria finale.

PASTORE E DESHIELDS LOTTATORI FINO ALLA FINE - Sei canestri da tre punti su otto tentativi e massimo in carriera per Andrea Pastore con 20 punti totali. La rimonta contro la Virtus Roma è iniziata dal "latinense" ed è finita per l'americano Keron DeShields che ha iniziato il suo duello personale nell'uno contro uno a canestro, suo marchio di fabbrica personale

POLETTI FORMATO SERIE A - Nell'ultima uscita contro l'Eurobasket Roma si è visto un Poletti sottotono per come sta rendendo da quando è approdato a Latina. Prima dell'ultima gara persa a Roma viaggiava a 15.6 punti e 9 rimbalzi di media ad allacciata di scarpa con il 43% da tre, sicuramente l'arma dove sta facendo meglio in carriera, tale da permettergli anche di fare un pensierino alla categoria superiore. Non gli mancheranno certo le proposte, ma la piazza di Latina spera di poter usufruire della sua classe tecnica anche la prossima stagione.

 

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CREATIVITÀ DIFENSIVA - Quando si perde spesso si va a cercare chi non ha inciso offensivamente, ma ciò che si nota, al di là del risultato, sono le disattenzioni o scelte difensive sulle quali non avvengono mai mutamenti o tentativi nell'arco della gara. Non si è mai vista una zona, che non è la soluzione a tutti i mali, ma un tentativo spesso fatto per confondere l'avversario, come non si correggono mai certi errori che ci sono dall'inizio della stagione. Quello di voler a tutti i costi raddoppiare da molto lontano il portatore di palla, per poi lasciare spazio facile al passaggio per il lungo avversario di turno. Nella fattispecie, l'ultima gara al PalaTiziano ha visto l'Eurobasket chiudere col 66% da due, dopo che il primo tempo erano all'85% di canestri segnati da dentro l'arco. Easley è un lungo atletico come l'ex Mosley, sul quale però venne fatto un trattamento diverso, sempre marcato e lasciato spazio alle guardie dalla media. Idea che poteva costare meno canestri anche contro l'Eurobasket Roma che nelle guardie non aveva certo i suoi punti di forza, al contrario del lungo americano. Proteggere il pitturato è il primo passo per evitare canestri facili, un vero tallone d'achille nelle ultime gare della Benacquista.

TAGLIAFUORI E TRANSIZIONE - Dai raddoppi troppo profondi e i cambi sempre accettati i lunghi si allontanano da canestro e le penetrazioni contestate poi generano rimbalzi offensivi dei lunghi avversari che prendono posizione di vantaggio sotto canestro. Negli ultimi quarti è costata cara a Latina che non potendo costruire contropiedi e transizioni ha dovuto effettuare attacchi a difesa schierata con poca efficacia.

ARLEDGE E IL TIRO DA TRE - Dalla sconfitta a Biella a quella del PalaTiziano con l'Eurobasket, passando per il derby vinto con la Virtus Roma, è iniziata la vera discesa di Arledge con il tiro da tre, sul quale aveva fondato le sue capacità offensive. Soltanto un canestro realizzato, proprio a Roma, nei 14 tentativi effettuati in queste ultime tre gare. Forse la scelta, apparentemente scellerata, come sottolineava Coach Gramenzi in conferenza stampa nel post gara del PalaTiziano, della difesa dell'Eurobasket Roma di "battezzarlo" è stata forse una sorpresa per il lungo americano che non si aspettava tutto quello spazio, come discutibili le scelte di voler passare la palla al compagno anziché approfittarne. Ritrovare il ritmo è una delle priorità, in attesa di recupere totalmente un altro terminale offensivo quale Roberto Rullo.

 

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Sarà un saturday night fever all'insegna del derby ciociaro contro i cugini di Ferentino. Sicuramente il pubblico del PalaBianchini non mancherà per i consueti sfottò, che dovranno incitare la Benacquista a risalire da un periodo difficile, sul quale si spera di poter contare su un utilizzo di Rullo e poter allungare le rotazioni degli esterni. Dal punto di vista difensivo sarà interessante capire se verranno presi provvedimenti su Ivica Radic, centro appena arrivato da Reggio Calabria che al PalaBianchini fece soffrire fino all'ultimo Latina con i suoi 41 punti. Sacrificare Arledge potrebbe essere una mossa azzardata, come i raddoppi dal lato debole, soprattutto ora che con Gigli, Raymond, Musso e Imbrò Ferentino può veramente contare su 4 giocatori pericolosi dal perimetro. Come al solito Latina dovrà tenere i ritmi alti e ci si aspetta un DeShields che possa attaccare Imbrò dal palleggio con la cattiveria che lo ha contraddistinto nella serata più bella contro Roma. Ripeterla sarebbe da tripudio.

Playoff: sogno o solida realtà? Biella e i derby esami di maturità

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LATINA BASKET SCHIACCIASASSI AL PALABIANCHINI - La sconfitta di Tortona aveva rovinato il momento magico, poi ripreso con gli interessi nelle due gare interne. Seppur diverse tra loro - con Scafati fanalino di coda in ricostruzione e con Agrigento che, prima di Biella, aveva infilato sette successi consecutivi - entrambe le vittorie sono arrivate sorprendentemente con grande margine, di 13 e 18 lunghezze tenendo le due compagini rispettivamente a quota 61 e 62 punti. Determinante il terzo parziale in cui la Benacquista ha scavato il solco: nelle due partite, ha concesso solo 26 e 27 punti nei secondi venti minuti. Al PalaBianchini sono state offerte solo le briciole. Tutto ciò che si poteva prendere, l'hanno preso con gran convinzione, i ragazzi di coach Gramenzi.

SENZA RULLO ATTACCO PIÙ FLUIDO - Prime due gare senza Rullo, in attesa di capire quanto sarà lunga la sua assenza. Nonostante ci sia meno rotazione, se si vuol guardare un lato positivo è sicuramente nell'attacco in movimento. Non passando per Rullo, presente in quasi tutte le giocate offensive, a trarne beneficio è sicuramente la transizione, arma preferita da Keron DeShields che ha aumentato il suo tabellino in queste due partite, grazie anche a un numero maggiore di penetrazioni fino al ferro che limita molto nel diverso sistema di gestione con Rullo più in veste di tiratore che penetratore. Le lunghe leve di Keron sono un'arma fondamentale, come i tagli di Uglietti sotto canestro, sempre incisivi e la duttilità dall'arco di Poletti e Arledge, due lunghi con mano migliore di tante guardie, come dimostrato dalle percentuali dall'arco.

GRUPPO UNITO E COMPATTO - L'unione fa la forza e lo si vede nei momenti migliori e peggiori. Seppur non bella contro Scafati, in cui Uglietti era febbricitante, la vittoria è arrivata grazie alla voglia di lottare su ogni possesso e lo si è visto anche contro Agrigento, in cui la squadra ha stupito positivamente per l'aggressività e maggiore reattività nei rimbalzi, arrivando sempre prima sulla palla. Il coach ha lavorato molto sull'aspetto mentale e alla lunga il risultato sta arrivando, anche sopra ogni aspettativa.

 

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SCELTE DIFENSIVE - Finora le scommesse difensive non hanno pagato dazio. Chi soffre di più in difesa è Poletti che si è trovato giocatori molto forti fisicamente ma che lo hanno attaccato in modo diverso: Fantoni in post e Buford in avvicinamento. Se la marcatura su Fantoni era obbligata o quasi, quella su Buford è parsa discutibile, anche se poi un giocatore da solo non vincerà mai in uno sport di squadra, però qualche cambio di marcatura, per salvaguardare l'immenso tasso tecnico offensivo e stancare meno Mitch in difesa non guasta.

PANCHINA DI SOSTANZA MA POCO APPORTO OFFENSIVO - Non è una questione d'impegno. Tutta la squadra sta lavorando bene e non si discute, soprattutto in fase difensiva. Qualche passo indietro lo si può cercare nell'apporto realizzativo di coloro che escono dalla panchina. Allodi non è conosciuto come realizzatore, ma i passi in avanti che aveva fatto negli appoggi sotto canestro sono venuti meno nelle ultime uscite. Consapevole dei suoi mezzi, non osa forzare e predilige passare, anche se questo rallenta l'attacco. Può e deve fare di più, come Pastore anche in occasioni in cui ha la possibilità di poter bucare la retina, come Andrea, peggiorato nelle percentuali di tiro, ma ultimamente più assistman rispetto anche all'innesto Passera, ancora non al top, ma al servizio di tutti. Molto più definiti i ruoli tra quintetto e cambi, ma se i realizzatori non ingranano?

TENUTA FISICA SENZA RULLO - Contro Scafati, Latina non era al proprio meglio fisicamente ma dalla sua ha avuto contro un avversario con poche velleità. Contro Agrigento, vuoi perché l'avversario richiedeva sforzi diversi e maggior aggressività, si è vista una squadra che non ha sofferto le rotazioni ridotte, ma quanto si è disposti ad aspettare la guardia di Lanciano? Il campionato è lungo e se c'è la possibilità di poter raggiungere qualcosa più di una salvezza non si può prescindere da un talento offensivo come Roberto Rullo.

 

WEEK ADVISOR

L'impegno contro la capolista Biella è il più proibitivo di questo continuo di stagione. I valori delle squadre sono cambiati radicalmente da inizio stagione, non sarà questo scorcio di mercato di riparazione a stabilire chi si salverà e chi potrà andare più lontano, ma è sicuro che Latina sta stupendo positivamente, anche con vittorie contro pronostico come lo era con Agrigento e come lo è con i piemontesi, squadra capace di vincere ad Agrigento e nell'ultima giornata a casa della Virtus Roma. Gran lavoro in difesa per contenere le scorribande di Ferguson, capace di sfruttare bene i blocchi del centro Tessitori per colpire dall'arco, mentre Hall cercherà di fare l'Arledge di turno, nello sfruttare la doppia dimensione di tiro da dentro e fuori la linea dei tre punti. Sarà un'altra gara sofferta, prima dei derby romani. L'ultima, si spera, senza Rullo.

Tortona spezza l'idillio. Due gare interne per riprendere il passo vincente

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PASSERA, UN'AGGIUNTA DI ESPERIENZA - Un playmaker puro serviva e l'addizione di Marco Passera da Brescia che aveva portato alla scorsa promozione, è stato il migliore regalo di inizio anno per la Benacquista. Pur non ancora al top della condizione - per via di un infortunio e del fatto di aver giocato poco nella massima serie - nelle tre gare finora disputate ha visto aumentare il minutaggio e anche l'intesa con i compagni, che è ovviamente ancora da affinare, ma la sua esperienza è senz'altro utile a tutto il gruppo.

TOCCATO IL QUARTO POSTO RESTA IL RECORD POSITIVO - Le tre vittorie consecutive con Rieti, Siena e Treviglio hanno portato la Benacquista ad un insperato quarto posto, seppur condiviso con altre compagini, prima della sconfitta di Tortona che però non ha certo rovinato l'entusiasmo di trovare il team pontino in una situazione che fino a un mese fa non era preventivata. Il +1 tra vittorie e sconfitte è un segnale importante per auspici di qualcosa in più di una tranquilla salvezza.

POLETTI, ARLEDGE E RULLO SEMPRE IN DOPPIA CIFRA - Nelle tre gare disputate in questi nove giorni i due lunghi di Latina e Rullo, quest'ultimo anche per il gran numero di possessi palla che detiene nella manovra d'attacco, sono sempre andati in doppia cifra realizzativa e Mitch ha fatto la voce grossa anche a rimbalzo. Due lunghi con doti realizzative lontano da canestro sono un lusso per qualsiasi team, che siano poi vittorie o sconfitte questi ragazzi assicurano sempre il loro apporto offensivo.

 

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TOUR DE FORCE - Tre gare in nove giorni sono state fatali nella trasferta piemontese. Cavalcata convincente contro Siena, più fatica con Treviglio e resa a Tortona proprio nell'ultimo quarto in cui la stanchezza ha portato palle perse e 32 subiti tra cui 5 triple che hanno indirizzato la gara a favore dei padroni di casa ben più freschi e pronti in entrambi i lati. L'illusione di una vittoria c'è stato nel parziale di 10-0 all'inizio del terzo quarto, poi vanificata anche dalla buona aggressività messa dai padroni di casa che nell'ultima frazione oltre a trovare canestri dall'arco dei tre punti sono riusciti a recuperare meglio in situazioni difensive.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, L'ATTACCO SOFFRE - L'attacco di Latina, a volte più fluido, a volte meno, dipende molto anche dal grado di aggressività avversario. Finora i terzi quarti sono stati sempre positivi in zona d'attacco per la Benacquista, soprattutto in situazioni di contropiede, in cui i ritmi alti hanno contribuito alla vittoria. Ma dall'altra parte poi gli avversari si sono adeguati e sia Treviglio che Tortona, con risultati diversi, hanno cercato di inserire quintetti alti proprio per mettere più intensità su giocatori di qualità che Latina possiede, dai lunghi alle guardie e mettere il corpo addosso alla fine ha provocato poco movimento offensivo, tiri con scarso ritmo e palle perse. Le tante armi offensive di Latina devono sempre essere messe in ritmo per poter funzionare. Evitare di abbassare l'intensità offensiva, mantenendo troppo il possesso fino agli ultimi secondi, non è sempre la scelta migliore.

ABITUDINI DIFENSIVE - Se con Siena e con Treviglio non è stato un fattore battezzare i lunghi dal perimetro, con Tortona i tanti cambi e le scelte, nell'ultima frazione, di voler cambiare sulla guardia e di lasciare spazio al lungo dal perimetro sono state improduttive, vista la buona percentuale dall'arco dei piemontesi (46%). Sono i cambi sistematici il vero problema, soprattutto se cercati costantemente dal play avversario. Trovare mosse adeguate alla situazione, anche cambi di difesa, possono essere un esperimento per abbassare la concentrazione e riprendere convinzione. Dalle buone difese nascono spesso buoni attacchi e risultati che portano alla vittoria.

 

WEEK ADVISOR

Le prossime due gare interne sono un vero e proprio test per la Benacquista per capire se il salto di qualità, vanificato a Tortona, può compiersi con due avversarie che vivono momenti diametralmente opposti.

Scafati, con cui i pontini abbinarono alla prima vittoria in trasferta anche il primo acuto della stagione, è tutt'ora il fanalino di coda, con sole 4 vittorie e probabilmente il roster varierà sin dalla prossima settimana, quando al mercato di riparazione cercherà dei rinforzi, contando di scambiare il lungo Baldassarre, probabilmente alla sua ultima gara con i campani e tra i migliori italiani del ruolo in questa mini-campagna acquisti.

La gara successiva invece contro Agrigento che, dopo una partenza non esaltante e con il ritorno del play-tascabile Piazza, si trova al terzo posto in classifica. Con i siciliani sarà una gara molto impegnativa, vista la pericolosità di un gruppo ben affiatato e guidato dal miglior assistman della categoria. Due partite che daranno una connotazione alle intenzioni della Benacquista. Banco di prova sarà il Palabianchini, un'arma in più che i tifosi dovranno cogliere per far prendere il volo ai propri beniamini.

Poker di derby servito. Auspici per il 2017: tante soddisfazioni, purché sia A2.

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BRINDISI DI GRUPPO IN DOPPIA CIFRA - «Nella sfida con Rieti tutti sono stati determinanti»: è questa la sintesi fatta da coach Gramenzi riguardo l'ultima vittoria del 2016 della Benacquista nell'ultimo dei quattro derby laziali. Ben sei giocatori sugli otto disponibili in rotazione sono andati in doppia cifra realizzativa e, tra i due che hanno mancato questo obiettivo, non stupisce certo che figuri Giotto Mathlouthi, utilizzato solo per 4 minuti di necessità, ma Jon Arledge, che in alcune gare era stati il miglior realizzatore, ma in questa, per evidenti problemi di falli, ha realizzato un solo canestro. Per il resto, tutti hanno portato il loro contributo. La classe di Poletti e di Rullo, l'impegno di DeShields e Pastore nei suoi "momenti di striscia", il quasi recuperato Uglietti e un Allodi sempre più in crescita: la Latina Basket ha avuto un mattoncino da ognuno di loro per far sua la gara.

ALLODI SCORER INASPETTATO - Dopo una stagione complicata, era tutto fuorché scontato che Giovanni Allodi potesse rendere come sta facendo ora. Solo chi lo conosceva sapeva di poter, prima o poi, tirare fuori il meglio di lui. La scommessa di Gramenzi è riuscita e Allodi, autore finora di buone prove difensive, si è trovato inaspettatamente realizzatore di 14 punti, risultando il migliore per valutazione a Rieti, con due palle recuperate e una stoppata su Sims, unico nerazzurro capace di limitare l'americano in fase realizzativa. In grado di cambiare sia Arledge che Poletti, questo ragazzo è diventato un'arma importante non solo a livello difensivo ma anche nel gioco alto-basso, a lui più congeniale, per appoggiare a canestro.

2016 TARGATO GRAMENZI - Lucio Benacquista lo ha inseguito per diverso tempo, ha dovuto aspettare la scorsa stagione per portarlo a Latina, ma alla luce di quanto avvenuto nell'anno che se ne va, ne è valsa la pena. Del resto se per il presidente la più grande delusione era stata il predecessore, con l'arrivo dell'allenatore Franco Gramenzi ha potuto constatare che con un allenatore "senza portafogli" si può dare un'identità di squadra senza dover cercare giocatori con ingaggi ingenti. Tra quella passata e quella presente, il coach abruzzese, con le idee chiare sui ruoli chiave su cui investire, il centro (prima Mosley, ora Poletti) e l'esterno (prima Mei, ora Rullo), ha sempre cercato giocatori che mettessero sempre l'impegno davanti ai propri limiti. L'unità di squadra che a Latina non si vedeva da anni è tornata a splendere anche in un PalaBianchini ancora privo d'un tifo che si rispetti, nonostante i buoni propositi della società. Quello che conta è vedere i ragazzi sbattersi sia negli allenamenti che in partita e che nell'anno che verrà sia il preludio ad una tranquilla permanenza nella categoria.

 

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SE SALTANO LE SCELTE DIFENSIVE - È oramai appurato che le difese aggressive di Latina possano avere punti deboli sul cambio fra lunghi e piccoli. Se poi il lungo ha pericolosità atletiche come Sims i suoi 20/30 punti sono messi già in conto. Non si vince la partita con uno o due giocatori, senza un adeguato supporto. Quando però sono gli esterni a colpire dal pick&roll, i pontini rischiano di soccombere. Sarà una chiave anche nel 2017. A meno che non si usino difese diverse, tipo la "sconosciuta" zona.

TENUTA ATLETICA - Le sette vittorie di Latina, sei nelle ultime nove gare disputate, sono frutto di una crescita esponenziale dal punto di vista della tenuta dei giocatori, con vittorie che sono arrivate anche con le defezioni di Uglietti e attualmente con una rotazione ridotta per via della partenza di Mascolo. Se però le condizioni dei giocatori di punta - Poletti e Rullo - il cui utilizzo spesso supera i 30-35 minuti a gara, non sono al top, Latina faticherà, avendo due soli cambi affidabili nei ruoli di lunghi e ed esterni. Nella finestra di mercato sarebbe opportuno un innesto come guardia/ala che possa dare maggior fiducia nel ruolo naturale di ala piccola di Uglietti e garantire più riposo a coloro che spesso hanno il peso dell'attacco in mano, visto che la stagione è ancora lunga.

ARLEDGE TRA ALTI E BASSI - La forza di Jonathan Arledge si vede a tratti. Brilla quando con le sue schiacciate e i suoi tiri dall'arco trascina la squadra al successo, come nella bella vittoria interna con Legnano e a Scafati. Si dissolve, invece, quando commette subito un numero consistente di falli nella prima parte di gara. La sua concentrazione è l'arma da cui dipendono i successi personali e quello che potrà dare alla società pontina. Se capirà che la gestione viene prima di tutto non volerà soltanto lui, ma anche la Benacquista e il pubblico sugli spalti.

 

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Causa sbalzi di calendario, per impegni della nazionale giovanile, Latina inizierà il 2017 esattamente lo stesso giorno dell'epifania del 2016, ospitando nella prima di ritorno Siena, per poi chiudere il girone di andata mercoledì 11 gennaio con Treviglio. Della Mens Sana le armi principali sono già conosciute ai ragazzi di Coach Gramenzi che nella prima uscita non sfigurarono ma dovettero piegarsi a uno strepitoso K.T. Harrell che darà filo da torcere nel pick&roll con il lungo Myers, mentre dall'arco Tavernari potrebbe essere un bel supporto come già fu nella vittoria del 2 ottobre. Sarà un giorno di festa e servirà il sostegno delle migliori occasioni. Perché dopo i botti di capodanno il basket continua e a Latina i fuochi di artificio si attendono anche alla fine della regular season.

Casale rovina il Natale. A Rieti per chiudere l'anno con un altro derby vincente.

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TOMASSINI FA L'AMERICANO - Al PalaFerraris di Casale Monferato non stupisce solamente la presentazione american style dei giocatori di casa con tanto di luci soffuse e maxischermo a evidenziare il roster. Con un solo americano puro è il play Giovanni Tomassini, determinante già nel derby di Tortona, a decidere con i suoi canestri in palleggio arresto e tiro dalla media distanza. Spina nel fianco per la Benacquista: con i suoi 22 punti è decisivo nel cammino di Casale verso la vittoria.

CON SEVERINI E BELLAN NON SI PASSA - Chi l'ha detto che gli under non fanno la differenza? Luca Severini e Simone Bellan, lungo e guardia/ala classe '96, respingono i tentativi sotto canestro di Latina con ben sette stoppate in coppia (otto in tutto per i piemontesi, contando anche quella di Niccolò Martinoni). Il canestro di Casale era un muro insormontabile sia per le scorribande degli esterni che per gli appoggi dei lunghi di Latina.

RAMONDINO E LA ZONA PRESS - Conscio del fatto che Latina non avesse un portatore di palla di ruolo, dopo la partenza di Bruno Mascolo e le condizioni precarie di Roberto Rullo, ha sempre imposto sulle rimesse una zona per rallentare l'attacco di Latina e prevenire le penetrazioni di Keron DeShields. Togliendo ritmo agli ospiti, ha di fatto escluso la fonte primaria del gioco offensivo e i parziali del secondo tempo hanno dato il loro corso a un divario anche troppo ampio, per quanto visto nella prima frazione.

 

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VARIAZIONI TATTICHE - Viste le proibitive condizioni fisiche di Rullo e di Poletti, era prevedibile il calo della Benacquista nel secondo tempo. Lo sforzo profuso dai giocatori del quintetto base ha pagato nella seconda parte. Qualche variazione difensiva, per evitare tutti i canestri dalla media di Tomassini e di Blizzard, poteva forse stancare meno alcuni giocatori. Non a caso Reggio Calabria nella gara precedente a Latina utilizzò la zona proprio per la mancanza di rotazioni con il quintetto base. Troppe volte Poletti si è trovato di fronte la coppia di esterni di Casale ed è stato prontamente punito. La zona non è un rimedio a tutti i mali ma col senno di poi avrebbe potuto generare situazioni diverse. Quantomeno evitare il 60% da 2 sempre con lo stesso schema blocco e tiro della guardia.

ROTAZIONI RIDOTTE - Con un esterno in più poteva essere un'altra gara. Specialmente con l'ultimo Mascolo visto. Mathlouthi si è impegnato, così come Pastore. Forse un po' meno Allodi. Tutta la squadra però è apparsa stanca, in calo fisico con il trascorrere della gara e la conseguenza sono le stoppate subite. C'è da salvare un primo tempo in cui i ritmi e i tagli in attacco hanno prodotto un minimo vantaggio, poi oscurato quando i padroni di casa aspettavano le penetrazioni di un DeShields sottotono perché prevedibile. A Casale la Benacquista è stata prevedibile in entrambi i lati del campo.

BASKET ROCOCÒ MA TELECRONISTI CO.CO.CO. - La supponenza dei telecronisti di Casale, in primis la spalla tecnica, non sarà passata inosservata a coloro che hanno seguito la gara in streaming sul sito della LNP. Poco rispetto per la squadra di Latina e dei suoi giocatori, su cui si è denotata scarsa conoscenza, con tanto di attribuiti ed epiteti che volevano portare al cabarettismo e alla simpatia, un po' troppo presuntuosa, come affermazioni e osservazioni del tutto errate sul gioco e dei fuorionda da tifoso incallito. Le scuse del cronista ai tifosi ospiti e le osservazioni positive su Pastore, seppur definito "bisontino", sono le poche cose da salvare, tenendo conto che il basket è arte, ma chi ne deve parlare non deve essere simile ad uno appena assunto come un collaboratore qualsiasi.

 

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Ultimo appuntamento del 2016 al PalaSojourner di Rieti. Si conta di recuperare la condizione perduta contro i cugini reatini con i quali si condivide lo stesso record negativo (6-7) in classifica in uno scontro nel quale vincere vuol dire prendere un passo in più contro una squadra con gli stessi obiettivi di salvezza iniziali della Benacquista. Il centro DeShawn Sims (18.1 punti di media) e l'ala Dalton Pepper (14.5 punti) sono le armi offensive principali da contenere, oltre alla pericolosità dall'arco dell'esperto Juan Marcos Casini (61% da tre). Come Latina, Rieti per ora ha stupito positivamente: sta ai ragazzi di Gramenzi trovare il risultato positivo per brindare serenamente a questo 2016 che, comunque vada, è stato un anno straordinario per la Benacquista anche solo per il fatto di aver mantenuto la permanenza in A2 al termine della passata stagione.

Dalla beffa di Agropoli al doppio successo casalingo: si va a Casale per mettere un tris sotto l'albero

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AL PALABIANCHINI FINALMENTE SI VINCE DI DOMENICA - Tre gare in otto giorni. Un tour de force che è cominciato con la sconfitta-beffa di un solo punto ad Agropoli, subito cancellata da due gare bellissime, diverse per contenuti ma non per le emozioni che hanno suscitato. È apparsa una Benacquista molto combattiva che ha saputo rimontare, vincere e soprattutto esortare il pubblico a spingerla a combattere per un risultato positivo. Anche il Palabianchini è diventata una fortezza.

GLI AMERICANI E LA FIDUCIA DELLA PANCHINA - Nelle due vittorie interne due protagonisti diversi, sempre made in USA. Jonathan Arledge è stato l'artefice della rimonta contro Legnano e Keron DeShields, autore di 30 punti di cui 21 negli ultimi 11 minuti dell'incontro, ispiratore principale del parziale che ha riportato Latina avanti contro Reggio Calabria, tra cui la tripla decisiva che ha evitato un possibile supplementare. Ma la straordinaria condizione fisica in cui versa la squadra si nota anche dalle prove positive di coloro che escono dalla panchina. Bruno Mascolo ha fatto un buon lavoro da playmaker nelle ultime tre uscite, oltre a un bel apporto difensivo. Stesso dicasi per il centro Giovanni Allodi, per la prima volta in doppia cifra di canestri contro Legnano. I giovani stanno prendendo fiducia e tutto ciò giova ai risultati positivi della squadra pontina.

BENTORNATO CAPITANO - Dopo quattro partite è tornato in campo Lorenzo Uglietti e il suo apporto nella vittoria appena conquistata contro Reggio Calabria è stato fondamentale. «Senza Uglietti non so come sarebbe finita questa partita», ha sottolineato in conferenza stampa Coach Gramenzi. Il suo lavoro difensivo sul miglior esterno avversario, l'americano Legion, è stato encomiabile nell'ultima frazione di gara. Solo un punto da un tiro libero (quello del tecnico fischiato a Pastore), anticipandolo per consentirgli di non ricevere i palloni nei momenti cruciali.

 

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PALLE PERSE E CANESTRI REGALATI - Le difese a zona o miste hanno creato diverse difficoltà in fase di costruzione d'attacco. Quando Latina non riesce a imporre il ritmo della transizione e si trova davanti una difesa schierata che non sia la solita uomo, commette errori per i troppi palleggi, già palesati in precedenti gare e che comportano palle perse e punti facili degli avversari. È successo negli ultimi minuti di gara ad Agropoli, dove la rimonta dei padroni di casa e il canestro della sconfitta sono nati da banali palle perse e diversi canestri di Reggio Calabria sono stati facili contropiedi nati da turnover dei ragazzi di coach Gramenzi. Limitare questi piccoli errori è importante per non regalare punti facili.

CAMBI SISTEMATICI - Latina soffre ogni lungo avversario sia per la difesa aggressiva che genera cambi difensivi e i raddoppi non arrivano o non possono essere effettuati troppo velocemente per non restare scoperti sui tiratori. I centri dotati di buona stazza e di tecnica in post sono da sempre una spina nel fianco di Latina. Domenica è stata la volta di Ivica Radic, autore di 41 punti. A parte William Mosley, ben conosciuto e limitato perché il marcatore di turno non usciva in aiuto, i cambi sistematici hanno prodotto sempre questo problema. Finché Latina sarà in partita sarà un piccolo problema, in caso contrario i punti facili dei centri saranno difficilmente recuperabili.

SIRENE DA SIENA PER MASCOLO - Rumor di mercato portano un interessamento di Siena che starebbe per chiudere con Mascolo. Già interessata un mese fa, sembrava balenata l'idea quando il ragazzo ha iniziato ad avere maggior minutaggio per via dell'infortunio di Uglietti. Ora che sta facendo bene non sarebbe bello privarsi di un giocatore, peraltro under, su cui difficilmente si troverebbe un'alternativa. A meno che Latina non abbia già un'idea che era quella di inizio stagione, quando era alla ricerca di un esterno con caratteristiche di playmaker.

 

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Il prossimo regalo sotto l'albero potrebbe essere un risultato positivo a Casale Monferrato. I piemontesi, come Latina, hanno avuto un inizio shock. Dopo cinque sconfitte consecutive hanno prodotto un record positivo di 4 vittorie nelle ultime sette gare, tra cui la sorprendente recente a Tortona. In attesa di trovare un nuovo straniero, ha un solo americano, il lungo di buon atletismo Jordan Tolbert (10 punti e 7.6 rimbalzi a partita), al primo anno in Europa dopo esser stato allenato da Larry Brown a SMU e che sicuramente darà filo da torcere sotto canestro. Niccolò Martinoni (11 + 7.3 di media), lungo dal gioco più perimetrale che interno, non dovrebbe creare grattacapi "alla Radic" in una squadra che ha i suoi punti forti negli esterni Brett Blizzard, esperto tiratore però discontinuo quest'anno nel tiro da tre (29%) e il play Giovanni Tomassini (11.9 punti e 4.3 assist), autore del canestro della vittoria nel derby con Tortona, mentre Nicola Natali, specialista difensivo dotato di buona stazza e mobilità, cercherà di limitare Roberto Rullo.

Se la Benacquista riuscirà a limitare le guardie di coach Marco Ramondino, potrebbe tornare a casa con un record positivo da mettere sotto l'albero di Natale.

Dal rammarico per una vittoria mancata alla prossima missione: conquistare Agropoli

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ARLEDGE PREDICA NEL DESERTO - Anche se nelle statistiche sono ben quattro i giocatori in doppia cifra nella sconfitta interna di Trapani, colui che ha risollevato e provato a tenere a galla la Benacquista porta il nome di Jonathan Arledge. Prima prova positiva al PalaBianchini e che è andata a smentire pienamente le critiche sul suo rendimento. Ha cercato di reggere anche dal punto di vista difensivo anche se tenere a bada un centrone come Renzi non è semplice per nessuno. Il parziale di 14-4 nel terzo quarto è frutto delle sue tre triple consecutive, oltre a belle giocate in alley-oop, servite dal suo connazionale DeShields. Meritava più minutaggio, anche se per la prima volta ha giocato 30 minuti. In questo stato di forma e con l'assenza di Uglietti è difficilmente sostituibile.

DALLA PANCHINA SPUNTI POSITIVI - Poco utilizzati e da sempre il punto debole, i ragazzi che escono dalla panchina oggi sono stati il punto forte, soprattutto nella metà campo difensiva. Giovanni Allodi su tutti ha tamponato il più possibile Renzi in post, tanto che è rimasto in campo per 24 minuti. Bravissimo nel rubare due palloni, oltre ad una stoppata, Allodi merita sicuramente fiducia come Bruno Mascolo, partito in quintetto per necessità, ma nei 14 minuti utilizzati ha preso un bello sfondamento, tanto che è stato premiato, ingiustamente, con la sostituzione. Al di là di quanto possano dare in termini offensivi, questi ragazzi stanno crescendo e rischiare la loro presenza, come quella di Mathlouthi e Pastore, che si prende più rischi in attacco, non fa certo male in determinate partite come quella con Trapani.

CON RENZI A TRAPANI PIACE VINCERE FACILE - Oggi si è vista la squadra più completa e più forte, probabilmente, del girone. Un lusso potersi permettere l'ex Tavernelli e Viglianisi (4/4 da tre) sesto e settimo uomo, oltre al lungo di riserva Ariel Filloy. Ma il team siciliano per vincere si è dovuto costantemente appoggiare al mismatch più evidente e scontato che riguarda il pivot Andrea Renzi, lungo ex nazionale e sicuramente di categoria superiore. Inarrestabile in post, aiutato anche da metodi arbitrali a lui favorevoli, è stato autore di 25 punti, oltre a blocchi granitici che hanno permesso a Mays di realizzare 20 punti e di poter utilizzare sugli scarichi un Viglianisi chirurgico nei momenti-chiave. Al tempo stesso affidarsi a un grande talento può essere minimalistico per un team del genere ed è anche la risposta al perché ogni gara non è scontata in partenza.

 

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TANTI PALLEGGI IN ATTACCO, POCHI AIUTI IN DIFESA - Nel post partita il coach di Latina, Franco Gramenzi, ha evidenziato i tanti problemi che hanno caratterizzato la sconfitta, quali la brutta serata al tiro dei giocatori sui quali poggia l'attacco e i troppi palleggi. Un risultato è consequenziale all'altro: se si attacca con palla in mano, senza movimento dei compagni, verranno sempre brutti tiri che poi verranno presi dai leader offensivi Rullo, Poletti e DeShields, oggi in chiaroscuro. Il problema, però, nasce dalla costruzione: Latina deve utilizzare di più il pick and roll e lavorarci con Arledge come bloccante che con il suo atletismo può creare difficoltà e generare aiuti per scarichi agli angoli. Al tempo stesso, deve subire meno da quelli avversari che lo giocano costantemente, provocando cambi sistematici, sui quali spesso si è lasciato il bloccante Renzi con il piccolo senza potesse avvenire un raddoppio. Meglio scommettere sui tiratori avversari che su canestri o possibili falli sicuri.

PREMIO ALL'IMPEGNO - Non sempre Rullo e Poletti possono essere i salvatori della patria. Soprattutto oggi che avevano contro Ganeto e Renzi, contro i quali hanno sofferto la fisicità. Viste le difficoltà, i loro minuti di impiego sono risultati eccessivi, alla luce di un quintetto in cui Allodi, Pastore e Mascolo riuscivano a dare garanzie maggiori in fase difensiva, pur sapendo dei loro limiti offensivi. L'invenzione di Poletti con Allodi e Arledge insieme nell'ultimo quarto, dove serviva velocità per recuperare lo svantaggio, è apparsa come il volersi fidare a tutti i costi di terminali offensivi al di là del loro rendimento in quel contesto. Se tutti gli avversari, vedendo questa gara, concentreranno le loro attenzioni sui due italiani, bisognerà prendere precauzioni in futuro sul fatto di voler tollerare a prescindere certi giocatori a dispetto di altri.

PALABIANCHINI O PALAGHIACCIO? - Le temperature sono diminuite e il pubblico al palazzetto di Latina ne ha probabilmente risentito. Coach Gramenzi si è lamentato anche di un pubblico che in alcuni tratti della partita non ha fatto valere la sua partecipazione, a parte le proteste su decisioni arbitrali. La causa del fatto che non si riesca a vincere una gara interna è anche frutto di un pubblico che si accende a intermittenza. Con questo freddo è bene che ci si scaldi di più, altrimenti sembrerà di stare in un palazzetto del ghiaccio. AAA tifosi in gradinata cercasi.

 

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Ad Agropoli l'imperativo è il riscatto e Latina può farlo, alla luce della media dei risultati utili in trasferta. La squadra campana viene da una bella vittoria a Siena ed è - in tutti i sensi - in "Carenza" di risultati. Sta alla Benacquista, placare sia il giocatore che la sete di vittoria cercando di riprendersi ciò che le è stato tolto da Trapani: la consapevolezza. Interessanti le sfide tra il lungo Kevin Langford e Arledge, e tra l'ex capocannoniere di Serie A Donell Taylor contro DeShields che presumibilmente sarà l'agente speciale difensivo. Stavolta Rullo dovrà cercare di non subire troppo le attenzioni dell'ex Riccardo Santolamazza e vedremo se Poletti riuscirà a dominare i tabelloni. La frittura di pesce è servita, sta a Latina portasi a casa tutta la pietanza.

Da ammazza-laziali ad ammazza-grandi: Trapani è avvisata

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IN TRASFERTA È UN'ALTRA BENACQUISTA - Scafati, Virtus Roma e Ferentino: le tre vittorie (su quattro totali) della Benacquista sono arrivate lontano dal PalaBianchini, frutto d'un atteggiamento e d'un approccio alla gara ben diverso rispetto a quelle davanti al proprio pubblico. Differenza che si è notata anche nelle sconfitte. A Siena e Agrigento si è usciti a testa alta; sottotono e senza mordente le due dipartite interne con Tortona e Biella. La pressione e la mancanza di una vera curva organizzata nel proprio palazzetto si fa sentire e trovare luoghi con spalti più clamorosi, seppur avversi, aiuta anche i giovani atleti pontini.

I LATINA'S BOYS ALLA RISCOSSA - Mancando il capitano Uglietti si poteva pensare al peggio. Ma non conta il blasone di un team, quello ciociaro composto da grandi nomi che però non fanno una squadra. Come la trasferta romana il di coach Gramenzi va in doppia cifra con tiri equamente distribuiti. Dentro la vittoria c'è l'impronta di due ragazzi della città di Latina. Semir "Giotto" Mathlouthi e Andrea Pastore, quest'ultimo con i gradi di capitano, hanno lottato e contribuito in entrambi i lati del parquet. Se Giotto "è un grande" (cit. Gramenzi), travestendosi da assistman per il sottomano di Pastore, nel più bel canestro latinense della giornata, Andrea con le sue triple e un bel alley-oop ad Allodi ha segnato i momenti principali della svolta del match.

RIVINCITA DI GRAMENZI TRA GLI APPLAUSI - In trasferta le gare vengono preparate meglio. La Virtus Roma prima e Ferentino dopo hanno attaccato a seconda di quello che la difesa ospite concedeva, trovando delle opportunità finché hanno potuto, ma anche difficoltà fino a cedere. In questo il merito è di coach Gramenzi, ex applaudito dopo i 5 anni in cui ha fatto emergere il basket a grandi livelli a Ferentino. Ha puntato su Mascolo in quintetto, ha scommesso positivamente su DeShields contro il 3 americano avversario con il quale non ha sofferto in difesa e ha capito come doveva attaccare l'area avversaria, terminando con percentuali da sogno dai 2 punti, come non mai (62%).

 

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IL CENTRO DA "4" RALLENTA L'ATTACCO - Trovare il cambio ad Arledge non è semplice. Non esiste un'ala forte di ruolo e in A2 spesso il 3 fa il 4, come spiegato anche da Gramenzi, fa poca differenza l'impiego da ala piccola ad ala forte. La differenza si nota soprattutto se è un centro a doversi ritagliare lo spazio nello spot da "4" tattico, soprattutto nella costruzione d'attacco. Migliorano i blocchi, peggiora il movimento senza palla e la spaziatura. Con Poletti e Allodi, a metà del terzo quarto, Latina era avanti di 8 lunghezze. Col quintetto a due centri è arrivato il parziale di 12-0 per Ferentino che ha riaperto le speranze avversarie, finché poi non è rientrato Arledge e Latina ha condotto vittoriosamente. Senza Uglietti, spesso vittima sacrificale da 4 di riserva, il quintetto versione small non è mai stato utilizzato, là dove anche Mathlouthi può forse dare maggiore energia, se per pochi minuti, in un ruolo non semplice, dove si spera sia meno utilizzato capitan Uglietti e dato più minutaggio al discontinuo Arledge. Difesa e falli, per quest'ultimo, permettendo.

PER QUALCHE FALLO IN PIÙ - Partita per nulla cattiva ma non per questo non combattuta. Pochi falli di squadra e in alcuni casi potevano essere spesi in momenti cruciali, come un canestro sulla sirena del primo quarto di Ferentino con Latina ampiamente sotto nel bonus, nel quale è stata anche per buona parte delle altre due frazioni, eccetto l'ultima, dove i padroni di casa hanno anche cercato contatti di esperienza e i peccati di gioventù in alcune occasioni hanno pagato, anche se bisognerebbe punire più chi cerca con l'inganno il contatto rispetto chi lo effettua a sua insaputa. Chi è in campo deve ben sapere quanti falli può spendere e questi errori veniali erano capitati anche in altri frangenti di gare disputate precedentemente. Mancanza di comunicazione? Forse. Piccoli dettagli non fondamentali, ma utili per rimanere sempre concentrati.

 

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Domenica prossima arriva Trapani e, come direbbe il più ottimista dei tifosi, vista la striscia di tre vittorie, "si può fare". Se Ferentino non è stata una schiacciasassi, a dispetto delle percentuali da tre che ha sfoderato, lo stesso dicasi di Trapani che detiene lo stesso numero di vittorie di Latina. Record deludente, però, dato che i siciliani hanno un roster forse superiore, per profondità, a Ferentino e che le consentirebbe di mirare a traguardi ben più ambiziosi.

Sarà fondamentale la difesa sul 4 americano Carleton Scott, ottimo tiratore dall'arco, e sul pitturato contro Andrea Renzi, il pivot sicuramente più potente della categoria, oltre ai penetra e scarica dell'ex rimpianto play Riccardo Tavernelli che domenica nella vittoria di Scafati è stato tra i più positivi. Partendo dalla panchina, è il sesto uomo di lusso.

Comunicazioni difensive e come sempre attacco fluido e pronto a ripartire. Armi che funzionano bene in trasferta, ma non è detto che con più partecipazione del pubblico e minor pressione psicologica non possano dare gli stessi frutti al PalaBianchini, il quale attende ancora la prima gioia domenicale, visto che la vittoria con l'Eurobasket arrivò di sabato sera.

Sfatato il tabù casalingo, si può sognare il cappotto laziale

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SATURDAY NIGHT FEVER - Dopo aver battuto la Roma più blasonata, vincere con l'Eurobasket neopromossa in questa categoria era d'obbligo o quasi, vista la necessità di punti della Benacquista. La vittoria, seppur sofferta nel quarto finale, è arrivata meritatamente, non nei numeri, ma nella sostanza e il sabato pontino si è vestito festoso finalmente al Palabianchini.

RULLO & POLETTI OFFENSIVE STARS - Gara da vero leader offensivo di Roberto Rullo. Ormai perfettamente ristabilito dall'infortunio di preaseason, ha condotto praticamente la maggior parte dei possessi offensivi, con le sue proprietà fisiche nel penetra e scarica ha sciorinato ben 6 assist, dimostrando che Latina ha trovato il go-to-guy che cercava da tempo. Ottimo finalizzatore Mitchell Poletti, che con 4/7 da tre si candida ad essere il miglior centro tiratore della Lega, soprattutto se in fase difensiva non è particolarmente impegnato, come nella gara scorsa in cui non è stato assegnato al centro Easley, bensì a Bonessio o Righetti che si alternavano come 4 avversari e meglio marcabili in post basso.

ALLODI CONVINCENTE - Le buone prestazioni offensive di Poletti prescindono anche dal suo sostituto di ruolo, Giovanni Allodi. Fin qui le sue uscite sono state discutibili. Sabato sera si è comportato dignitosamente in fase difensiva in post, bene anche negli aiuti, dove ha effettuato un recupero da muro stile volley apprezzato dagli spalti. Deve lavorare in fase offensiva nella fluidità di movimenti in post, ma se riesce a dare questo apporto Gramenzi può contare su un'arma importante nelle rotazioni dei lunghi.

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LIEVE BLACKOUT NELL'ULTIMO QUARTO - Dopo aver toccato i 20 punti di distacco Latina si addormenta nell'ultimo quarto. Dopo aver insistito con gli attacchi dal post, l'Eurobasket cambia volto, Coach Bonora toglie Righetti, abbastanza nervoso da prendersi un tecnico e allarga il campo cercando il pitturato da lontano con Deloach e il positivo Fanti dalla panchina. I giocatori del Latina in quel momento staccano la spina e riducono il loro vantaggio che poi sarà di otto punti finali. Contro una squadra con la quale si gioca la permanenza in questa serie il differenziale canestri può essere un fattore chiave. Ecco perché il gap resta piuttosto stretto per i pontini.

ATTACCO A DIFESA SCHIERATA - Il recupero avvenuto da Roma nasce anche da un ultimo quarto in cui Latina va in difficoltà, come avvenuto anche nelle gare precedenti quando si tratta di attaccare a difesa schierata. Dal pick & roll gli altri giocatori non vengono coinvolti nell'azione e fanno poco movimento, aspettando che si concretizza il gioco esclusivamente dai due protagonisti principali dell'azione. Risultati che hanno portato tiri forzati e palle perse, ben 14. Si fa poco caso quando si vince, ma su questo aspetto offensivo che è stato causa delle sconfitte con Agrigento prima e Biella dopo, è bene lavorarci su.

AMERICANI NON PROTAGONISTI - Se lo scettro di protagonista va ai due principali terminali offensivi Rullo e Poletti, i due stranieri made in Usa sono stati dei complementi, andati entrambi in doppia cifra. Se per DeShields va fatto un discorso di non assumersi troppe responsabilità, conscio anche dei suoi limiti e delle gerarchie offensive, ora che Rullo si è ristabilito, per Arledge c'è sempre la componente falli commessi che lo toglie sistematicamente dalla gara, costringendolo ad una prestazione anonima, quasi da scordare ciò di buono che fa in trasferta, dove si nota appieno il suo potenziale. Nelle gare che seguiranno il suo recupero sulla gestione falli è fondamentale.


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Terminato positivamente il binario con le due compagini romane, arriva Ferentino a completare il filotto dei tre derby consecutivi. I cugini ciociari, come Latina, hanno vinto a Scafati in maniera netta e convincente, con tutti i problemi annessi dei campani, evidenziati anche dalla vittoria della Benacquista. Del resto Ferentino è stata costruita per arrivare alle prime posizioni del girone e dopo una partenza un po' in sordina si ritrova con un record positivo, ad una gara di distanza dai ragazzi di Coach Gramenzi. Composta da lunghi perimetrali di prim'ordine come Gigli e Raymond e da esterni di gran valore, quali Musso e Imbrò, oltre al positivo innesto dell'ala Gilbert e una panchina affidabile, la squadra ciociara sembra aver problemi più di tenuta difensiva che altro. Per questo la "folle" gioventù di Latina per vincere deve impostare ritmi alti e far correre gli avversari. È complicato, ma ovviamente non impossibile e le trasferte sono il punto di forza della Benacquista, oltre al fatto di poter portare a casa un altro derby.

Da una Roma all'altra, sindrome da PalaBianchini permettendo

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TRASFERTA DOLCE TRASFERTA - Nella scorsa stagione, la migliore partita della Benacquista fu proprio contro la Virtus al PalaTiziano. Domenica, come avviene solitamente nelle trasferte, si è vista una squadra con meno pressione rispetto alle gare giocate nelle proprie mura, mettendo la faccia avanti dal terzo quarto, fino all'ultimo tiro da tre sbagliato dal playmaker avversario che ha sancito la meritata seconda vittoria di questo campionato.

VITTORIA DI SQUADRA CHE PARTE DAL CAPITANO - A 4’ dal termine del terzo quarto, la spallata vincente parte da una stoppata di Uglietti, una rubata e schiacciata in campo aperto di Arledge, una tripla di Pastore e il canestro da distanza siderale di Rullo che rintuzza la tripla messa a segno poco prima dal tiratore di Roma Chessa. Tutti portano punti sul tabellone, il lavoro sotto le plance di Poletti che porta a scuola i lunghi avversari e DeShields che sfrutta a pieno il mismatch contro il piccolo Raffa. Menzione speciale però per il capitano Lollo Uglietti. Dalla prima stoppata iniziale sul piccolo play di Roma ha dato inizio all'allungo decisivo, peccato che gli arbitri gli abbiano negato l'altra stoppata, sempre su Raffa, a vista di tutti molto pulita. Quando il quintetto termina la gara tutto in doppia cifra, la vittoria è ancor più bella.

VARIAZIONI TATTICHE - Come ammesso da coach Gramenzi in sala stampa, la preparazione tattica contro Roma è stata fatta in funzione caratteristiche avversarie. A parte il discorso John Brown (sul quale pesa sempre il fatto di soffrire qualsiasi lungo avversario dotato di atletismo), l'utilizzo delle zona sulle rimesse, rischiando sul tiro da tre avversario, ha dato risvolti positivi, come l'attacco al pick & roll avversario, dove Poletti ha fatto la voce grossa. Le penetrazioni di DeShields e Uglietti sono state performanti, oltre all'utilizzo di quintetti misti, tra cui Mathlouthi da 4. Il giovane ha lottato, mettendosi alla luce anche per un bellissimo assist a Poletti. Cose che speriamo di vedere ed applaudire anche al Palabianchini.

 

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MANCA UN PLAY PURO - Negli ultimi minuti di gara, Latina ha effettuato delle scelte offensive rivedibili, affidandosi a soluzioni casuali prese da Rullo (dall’arco, ha sparato a vuoto diverse volte), come la schiacciata sbagliata da DeShields, la quale poteva costare cara se Roma non avesse sbagliato conclusioni aperte nei secondi finali. La mancanza di un playmaker come Tavernelli si nota quando Latina deve gestire un punteggio. Una squadra senza un ragionatore, aggressiva quando si tratta di rimontare ma con poche idee quando deve giocare a difesa schierata.

IL "LOSING EFFORT" DI JOHN BROWN - Il lungo della Virtus è stato autore di ben 32 punti, tanto da meritare la palma di migliore giocatore della giornata nel Girone Ovest. La sua prestazione  va ad aggiungersi a quelle dei vari colleghi che hanno già affrontato Latina. Se Roma è stata in gara lo deve a lui. E’ stato capace di creare tanti punti da rimbalzo offensivo (altro problema di Latina), arrivati soprattutto nel primo tempo e decisamente limitati nel secondo, quando Arledge e Poletti hanno fatto la voce grossa anche nel pitturato di Roma. Riguardo i punti subiti, ancora una volta sugli aiuti e recuperi difensivi si è notata molta difficoltà. Arledge ha mostrato le sue lacune, cancellate dalla prestazione offensiva dove ha dimostrato di avere maggiori soluzioni in fase realizzativa rispetto Brown. Non è una scoperta quella del grande talento offensivo, semmai i limiti cestitistici sono di comprensione del gioco, soprattutto in fase difensiva. Finché si segna di più degli avversari va bene, ma le sconfitte nascono proprio dal problema opposto.

BASKET O BOX? - In un parquet scivoloso per la grande umidità, anche la terna arbitrale ha dimostrato le lacune tipiche dei fischietti in questa categoria. Al di là delle singole decisioni errate o compensate, ha permesso contatti al limite del gioco in diverse circostanze. Viste le già precarie condizioni del campo, dove si scivolava peggio che in una vasca da bagno, tante botte potevano essere notate in maniera diversa, eppure si è lasciato giocare. La prevenzione sugli infortuni parte anche da queste valutazioni.

 

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Aspettando la prima vittoria casalinga: questo è il tema che anticipa il secondo derby romano, stavolta con la neopromossa Eurobasket. Le premesse per staccare il primo pass vincente al PalaBianchini ci sono tutte, viste le caratteristiche avversarie. La squadra di coach Bonora è costruita per puntare alla permanenza in A2 ed è composta da elementi esperti e conosciuti da chi segue da tempo questo sport. Oltre a Righetti e all'infortunato Malaventura, ci sono Bonessio, visto a Latina per le sue numerose partecipazioni al Tosarello e la stella Tony Easley. Il lungo ex Sassari sarà la chiave della gara, dalla sua pericolosità nel perimetro si decideranno le sorti della gara. Lavoro nuovamente duro per Poletti e Arledge, con quest’ultimo al centro di rumor di mercato prima della partita vinta con la Virtus: si paventava una probabile sostituzione con l'esperto Omar Thomas, appena tagliato da Cremona. L'impressione è che Arledge abbia tutte le carte per poter contribuire al meglio per Latina: deve solo tirar fuori il meglio di sé anche dal punto di vista caratteriale. Allora, per la Benacquista, saranno sonni tranquilli.

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